Carioca (album)
Carioca è il decimo album di inediti di studio della cantante pop rock Loredana Berté (il terzo per l'etichetta CBS in versione LP/MC, poi ristampato in CD dalla Columbia/ Sony), pubblicato nel 1985, ed interamente presentato nel corso del Festivalbar durante l'estate di quell'anno. Il videoclip realizzato in studio, tutto in esterna, per l'unico singolo estratto, Acqua, costituiva la sigla TV della relativa trasmissione, in onda su Mediaset (allora Fininvest). Il 45 giri è stato pubblicizzato come una specie di «doppio lato A», con l'altro brano di punta del disco, rappresentato da Banda Clandestina (tecnicamente, lato B di Acqua), accompagnato anch'esso da un video promo, realizzato però dal vivo, in presa diretta, ed anche questo utilizzato come sigla TV del programma.
Il disco
Il long playing occupa un posto unico all'interno della compatta e coerente discografia dell'artista calabrese, essendo interamente costituito da versioni cover, cantate in lingua italiana, di canzoni scritte da un unico musicista, il brasiliano (da cui il titolo Carioca) Djavan (pronuncia: /di-javàn/). Loredana aveva già avuto modo di conoscere l'artista sudamericano qualche tempo prima, e il lavoro musicale di quest'ultimo (definito dalla Berté, in un'intervista rilasciata per il lancio del disco, un «light rock», cioè un rock leggero, tendente al pop melodico, da lui stesso composto, cantato in portoghese, o meglio, in questo caso, in brasiliano - anche se qualche canzone è, occasionalmente, in lingua spagnola) l'aveva colpita a tal punto da dare origine a due pezzi da lei pubblicati in precedenza, Jazz del 1983 e Petala del 1984 (con gli adattamenti per entrambi i testi a cura di Ivano Fossati - Jazz verrà poi tradotta in inglese come Soul Food to Go e pubblicizzata in tutto il mondo dal gruppo vocale dei Manhattan Transfer).Anche se delle due, la prima è molto più famosa, tanto da dare il titolo al relativo LP " Jazz" del 1983, Petala è comunque considerata, da fans e critici all'unanimità, un vero e proprio gioiellino tra i pezzi cosiddetti minori della cantante di Bagnara Calabra. La formula vincente dei due brani cronologicamente anteriori viene così estesa all'intero album del 1985, con l'unica differenza rappresentata dalla composizione dei testi in italiano, affidata stavolta ad Enrico Ruggeri, che scrive 8 delle 10 lyrics (l'undicesimo brano, di fatto un'Introduzione, è infatti il brevissimo strumentale che dura meno di un minuto, con cori vocalizzati di bambini brasiliani, collocato prima del brano di apertura), e Bruno Lauzi, responsabile del citato singolo Acqua e del brano di chiusura, La tigre e il cantautore.
Quanto a quest'ultima, entrata tardivamente nel novero dei brani storici della cantante (forse per via della semi-omonimia con la ben più nota La tigre), è stata recentemente ripresa nel tour live per "Babyberté" ed inserita nel rispettivo album dal vivo "BabyBerté live 2007", addirittura in apertura di concerto e di disco (senza considerare ovviamente l'inedito di studio che la precede, L'araba fenice, il cui primo posto nella track listing, oltre al fattore novità, dipende, tra l'altro e più che altro, dal fatto di essere stata scartata dalla commissione responsabile per la selezione dei brani in gara al Festival di Sanremo del 2007, il che la rende ancora più interessante agli occhi di una personalità quale quella di Loredana Berté, che non esita a sottolinearlo, evidenziandolo in rosso, senza nulla togliere all'intrinseca bellezza della canzone).
Punti di forza e limiti del lavoro
L'album risulta comunque omogeneo (forse anche troppo, a tratti) e non sembrano esserci differenze sostanziali tra le canzoni curate da Lauzi (forse più suggestive al livello semantico) e quelle affidate a Ruggeri (leggermente più musicali nei testi, a scapito del significato generale, che comunque tiene), così come all'intero disco potrebbero aggiungervisi, senza provocare grossi scossoni, anzi, a totale favore del risultato finale, entrambi i brani precedentemente realizzati da Fossati, le menzionate Jazz e Petala (per inciso, il titolo della seconda significa «petalo» in portoghese - il testo, brevissimo, è tutto in italiano, e contiene momenti di poesia sublime, forse fra le cose più belle in assoluto mai scritte dal cantautore italiano).Forse è proprio un po' di più di quella poesia a mancare qui, in favore di una maggiore musicalità (per via del fatto che i citati testi di Ruggeri costituiscono otto decimi del disco): si prenda, ad esempio, l'apparentemente incomprensibile inizio di Topazio, dove, senza la busta interna dei testi - coloratissima, tra l'altro, realizzata da Cesare Zucca (collaboratore anche di Madonna, perfettamente in tema con il titolo (quasi una pubblicità occulta, secondo alcuni) - sarebbe praticamente impossibile comprendere che Loredana inizia cantando le parole per «Cremlino» e «Berlino», rendendole con gli originali «Kremlin» e «Berlin», ma l'effetto sull'orecchio dell'ascoltatore è assicurato.
Un punto debole è senza dubbio rappresentato dalla parte ritmica: mentre lo sciatto basso elettrico suona troppo poco vario (una variazione acustica non avrebbe fatto che bene ad alcuni brani, forse proprio a quelli di Lauzi, più cantautorali ed in linea con la tradizione melodica italiana più classica), la batteria dà invece spesso l'impressione di essere quasi abbandonata a se stessa, praticamente uguale dall'inizio alla fine, tanto che, a tratti, si perde il senso dei due strumenti, soprattutto, per fortuna, là dove i testi risultanto particolarmente musicali ed ispirati.
Un punto di forza è costituito invece dal coro di vocalizzi di bambini (tra cui una delle figlie dello stesso Djavan), a cui viene affidato il minuto e mezzo dell'introduzione iniziale dell'LP (che precede la scatenata Banda clandestina - come detto, uno dei brani migliori dell'intero 33 giri), che viene ripreso nel corso del pezzo di chiusura La tigre e il cantautore, e con cui poi si chiude, a cappella, tutto l'album. Il vocalizzo, quasi una lallazione infantile, tanto elementare, quanto efficace, per la semplicità dei suoni, si limita a ripetere: «Lerajé-rajé-lajére-lerajé-lerajé-lerajé», cambiando accento alle stesse tre sillabe di base, creando una suggestione immensa con del materiale sonoro ridotto all'essenziale, ripetuto ad infinitum, e agganciando il disco nella sua totalità finita ad un corto circuito positivo, con l'inizio che già rimanda alla conclusione, e la fine ideale che non può che riportare all'inizio, là da dove tutto ha avuto origine.
L'atmosfera musicale che si respira in questa geniale trovata (interamente arrangiata e diretta dalla stessa Loredana) è diventata, nel corso del tempo, talmente unica ed irripetibile che nel recente "BabyBerté live 2007" si è preferito campionarla e riproporla direttamente nell'originale, sia ne La tigre e il cantautore che in Banda clandestina (che nell'ultimo live viene cantata da Loredana assieme alla fedele corista storica, Aida Cooper, per metà in italiano e per metà in slang sudamericano), entrambe inserite nell'ultima fatica dal vivo, anche se in ordine rovesciato (la canzone di apertura diventa quella di chiusura e viceversa, in modo tale da creare un crescendo che manca invece nel disco di studio del 1985 - e che rappresenta forse il suo terzo ed ultimo punto debole, lasciando però il beneficio del dubbio, in questo caso, che forse quelle erano le intenzioni di un LP che, non va dimenticato, è stato partorito nell'esatta metà degli sfortunati - musicalmente - anni ottanta; e in questa prospettiva, pur mantenendo i suoi limiti oggettivi, riguadagna parte del suo senso oscuro anche la bistrattata parte ritmica).
I brani
Tra i brani meglio riusciti, entrambi quelli di Lauzi: Acqua, dal testo molto musicale e auspicante la pace universale, letteralmente spaccata a metà tra il ritmo sincopato della quasi totalità del pezzo ed il ritmo lento della parte iniziale, quasi un'introduzione, che costituiva la strofa dell'originale, ma che rende l'adattamento in italiano così tipico, invece, così diverso dal solito schema strofa-ritornello-middle; La tigre e il cantautore è in tipico stile-Berté - si confrontino brani cronologicamente anteriori, quali La tigre (non a caso!) o La goccia, che comparivano sullo storico " Made in Italy" del 1981, e un po' tutta la produzione realizzata dopo la svolta cantautorale della Berté, a partire da Amici non ne ho del 1994, senza cercare nessuna canzone in particolare, ma più che altro per la grinta generale che funge da filo conduttore.Degli otto pezzi scritti da Enrico Ruggeri, spiccano sicuramente, oltre al capolvaoro Banda clandestina (che regge persino, come detto, ai recenti maltrattamenti, quasi violenze, che la scatenata coppia Lory-Aida le infligge dal vivo, senza alcuna pietà, sconvolgendone e il senso letterario - peraltro, da non sottovalutare affatto - si pensi all'incipit: «Non c'è più polizia mentre brucia questa via» - e il ritmo preciso, da batteria elettronica, quasi da metronomo, nonostante i forti accenti rock evidenti nel pezzo), la citata Topazio, secondo brano della track listing, dopo l'Intro costituita dal coro di bimbi e la canzone che rappresenta praticamente metà dell'unico 45 giri estratto, e la seguente Seduzir (Una favola trascina il mondo), il cui sottotitolo parla da sé.
Infine, senza dubbio, di ottima caratura i due pezzi che precedono il brano di chiusura, La tigre e il cantautore, vale a dire, in ordine inverso, Infinito, connotata da un altro titolo che parla da sé (d'altronde, non si può non pensare al classico poetico leopardiano, pur senza l'articolo determinativo) e Samurai, la quale, estraniandosi dalla tradizione linguistica brasiliana più stretta e rigorosa, non fallisce comunque l'inserimento nel più ampio universo semantico moderno, pluri-linguistico e multi-culturale, risultando, non casulamente, il terzo pezzo più pubblicizzato dell'intero disco, dopo i due usciti sui due lati del singolo. Un po' più scialbe e con poco mordente risultano invece Iris (Cerchi concentrici), a parte il bell'adattamento letterario, Esquinas (Qualcosa ci porta lontano), Transe (Canto che naviga), non a caso tre canzoni che hanno avuto bisogno di essere sottotitolate, senza peraltro riuscire ad eguagliare gli originali, di gran lunga superiori (e il merito ritorna tutto a Djavan, recentemente rivalutato come una sorta di Lenny Kravitz brasileiro, anche se l'accostamento sembra essere più fisico o semplicemente dovuto ad una pari rara genialità, piuttosto che per qualche vera somiglianza di fatto, nello stile o in altri elementi).
Tracce
- "Intro" - 0:37 (Berté/Djavan)
- "Banda clandestina" - 3:07 (Ruggeri/Djavan)
- "Topazio" - 4:32 (Ruggeri/Djavan)
- "Seduzir (Una favola trascina il mondo)" - 2:36 (Ruggeri/Djavan)
- "Iris (Cerchi concehtrici)" - 3:04 (Ruggeri/Djavan)
- "Acqua" 4:18 (Lauzi/Djavan)
- "Esquinas (Qualcosa ci porta lontano)" - 4:10 (Ruggeri/Djavan)
- "Transe (Canto che naviga)" - 3:43 (Ruggeri/Djavan)
- "Samurai" - 3:13 (Ruggeri/Djavan)
- "Infinito" - 3:46 (Ruggeri/Djavan)
- "La tigre e il cantautore" 4:11 (Lauzi/Djavan)
Singoli estratti dall'album
- "Acqua/Banda clandestina"
Videoclip realizzati per l'album
- "Acqua" (studio) [sigla TV Festivalbar 1985]
- "Banda clandestina" (live) [sigla TV Festivalbar 1985]
Credits
Voci e musicisti
- Loredana Berté: voce, arrangiamento e direzione coro voci di bambini brasiliani
- Elio Rivagli: batteria (grazie a Paiste)
- Guido Guglielminetti: basso elettrico
- Paolo Gianolio: chitarra elettrica (assolo 2, 7)
- Romano Trevisani: chitarra elettrica (assolo 10, 11)
- Danilo Madonia, Lincoln Olivetti: tastiere
- Fernando Brusco: prima tromba
- Giuseppe Zanca: seconda tromba
- Andrea Innesto: sax alto
- Claudio Scansani: sax tenore
- Giancarlo Giannini: trombone
- Djavan: voce maschile 3, 8 (cortesia CBS Brazil)
- Aida Cooper: voce femminile 5, 6 (cortesia Dischi Ricordi)
- Gabriela: voce femminile 1 (cortesia Arca Som Brazil)
- Rossana Casale: voce femminile 6 (cortesia Polygram)
- Gabriela, Tatiana, Nana, Rodrigo, Diego: coro voci di bambini brasiliani
Produzione e realizzazione
- Djavan: musiche e testi originali 1-11
- Enrico Ruggeri: testi in lingua italiana 2, 3, 4, 5, 7, 8, 9, 10 (cortesia di Penelope)
- Bruno Lauzi: testi in lingua italiana 6, 11
- Bandaberté (Loredana Berté/Guido Guglielminetti/Elio Rivagli): arrangiamenti e produzione
- John Pace: tecnico del suono («Il Mulino»)
- Giamba Lizzori: assistente tecnico del suono («Il Mulino»)
- Renato Cantelo: tecnico del suono («Morning Studio»)
- Roberto Villicich Di Muro: tecnico del suono («Milano Studio»)
- Edu De Oliveira: tecnico del suono («Som Livre Studios»)
- Mario Possollo: assistente tecnico del suono («Som Livre Studios»)
- Don Wershba: missaggio («Idea Recording»)
- Fabio Montaldi, Antonio Pisanello: assistenti missaggio («Idea Recording»)
- Greg Calbi: masterizzazione («Sterling Sound»)
Staff
- Luiz Garrido: foto
- Cesare Zucca: creazione immagine
- TDS, Milano: colore
- Fragola & Panna: artwork copertina
- Yes, Brazil: guardaroba Loredana Berté
- CBS Brazil, Claudio Condé, Marco Bissi, Waldemar Falcao, Monique Saredenberg: ringraziamenti speciali
- Leonardo Pastore: amico di Loredana Berté a cui il disco è specialmente dedicato
categoria:album del 1985 categoria:album di Loredana Berté categoria:album pop rock
