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Dead of Night

film noir


Un architetto arriva in una casa di campagna, nella quale sono già raccolti altri ospiti. Immediatamente percepisce una sensazione di déjà vu, come se si fosse materializzato un suo sogno ricorrente. Sa che il sogno ha un finale spaventoso,pur non ricordandolo. La sua rivelazione induce gli altri ospiti a raccontare le esperienze soprannaturali che hanno sperimentato in prima persona o delle quali hanno sentito parlare, ogni storia è mostrata in flashback. Alla fine di tutti i racconti e dopo che si sono a poco a poco avverati alcuni particolari del suo sogno, l'architetto rimane solo con il dottor Van Straaten e tenta di strangolarlo. E questo il finale raccapricciante del suo sogno. Tutti i personaggi degli altri episodi si confondono in un unico incubo, e l'architetto si sveglia terrorizzato nel suo letto. Sua moglie gli ricorda che deve andare in campagna per una commissione. Salito in macchina, l'architetto si avvicina alla stessa casa nella quale e arrivato all'inizio.

Che Dead of Night sia anche una storia di messa in scena metaforica delle dinamiche e delle tensioni che serpeggiavano nel gruppo della Ealing è fuori di dubbio. In un magnifico sberleffo adirato, a guerra appena finita, tre dei giovani registi dello studio (Crichton, Dearden e Hamer) inscenano, con l'appoggio del tutore Cavalcanti, una fantasia sulla soppressione del tiranno Balcon e della sua controllata razionalità. Contemporaneamente introducono le suggestioni narrative che, di lì a poco, segneranno la commedia (nell'episodio di Crichton e, vagamente accennata, in quello brevissimo di Dearden sul carrettiere della morte) e il melodramma (che qui arriva al proprio limite estremo, l'horror appunto). I mostri escono dalle soffitte, dagli specchi, dai pupazzi inanimati, dai sogni, svelando, nel corso di un civile pomeriggio borghese, gli impulsi sepolti all'interno di ognuno dei presenti, in quanto singoli e in quanto gruppo (e questo, forse, è il tasto più dolente per la Ealing del civismo e della solidarietà). La razionalità saccente del professor Van Straaten, lo psichiatra, manca, per una volta, la propria funzione riequilibratrice. Infatti, Dead of Night è uno dei pochissimi film della Ealing che non riconduca, per amore o per forza, l'individuo al suo ruolo sociale. Nell'ossessione dell'eterno ritorno, si rivela alla fine come lungo sogno premonitore. Il che può innescare un gioco inesauribile di scatole cinesi. La forza del gruppo non recupera in extremis la situazione, annullandone la violenza e la pericolosità, come accade invece nell'altra esplicita digressione nell'occulto della Ealing, The Night My Number Carne Up, diretto nel 1955 da Leslie Norman, dove il sogno premonitore di un disastro aereo, tramutatosi in realtà, rinnega all'ultimo minuto la tragedia prevista grazie a una prova di efficienza collettiva. Dead of Night gira su se stesso, senza finale, groviglio tempestoso e irrisolto dell'anima britannica. I singoli episodi, però, hanno specifiche conclusioni; e di tutte, la più malinconicamente definitiva è quella di The Haunted Mirror, cortometraggio d'esordio di Robert Hamer. The Haunted Mirror è certamente il progenitore, oltre che di gran parte del successivo cinema gotico, di molti melodrammi della Ealing. Si focalizza, a carte scoperte, sulla coppia, dove alla sensualità (dichiarata questa volta) della donna corrisponde la rispettabilità educata dell'uomo. Uno specchio elaborato, scovato da un rigattiere, scatena le immagini del mondo "altro", dominato dall'ossessione del desiderio. Cinematograficamente, l'episodio è folgorante. Di qua e di là dello specchio, sembrano contrapporsi un interno borghese della Ealing e un delirio vittoriano della Hammer, Charles Frend (forse il più rigido e ligio dei registi Ealing) e Terence Fisher. Ma il mostro della situazione è lo stesso protagonista, che la desiderabilità non mascherata della moglie induce alla follia. (Emanuela Martini, Ealing Studios, Catalogo di Bergamo Film Meeting 1988)

Episodio di collegamento Regia: Basil Dearden. Soggetto: E.F. Benson. Interpreti: Mervyn Johns (Walter Craig), Renée add (la signora Craig), Roland Culver (Eliot Foley), Mary Merrall (la signora Foley), Frederick Valk (il dottor Van Straaten), Barbara Leake (la signora O'Hara).

The Hearse Driver (il conducente del carro funebre) Regia: Basil Dearden. Soggetto: E.F. Benson. Interpreti: Anthony Baird (Hugh Grainger), Judy Kelly (Joyce), Miles Malleson (l'autista del carro funebre / il bigliettaio).

The Christmas Party (Il ricevimento natalizio) Regia: Alberto Cavalcanti. Soggetto: Angus MacPhail. Interpreti: saly Ann Howes (Sally O'Hara), Michael Allan (Jimmy), Robert Wyndham (il dottor Albury). The, Haunted Mirror (Lo specchio maledetto) Regia: Robert Hanler. Soggetto: John V. Baines. Interpreti: Googie Withers (Joan), Ralph Michael (Peter), Esme Percy (l'antiquario).

The Golfing Story (Una storia di golf) Regia: Charles Crichton. Soggetto: H.G. Wells. Interpreti: Basil Radford (George), Naunton Wayne (Larry), Peggy Bryan (Mary).

The Ventriloquist's Dummy (Il pupazzo del ventriloquo) Regia: Alberto Cavalcanti. Soggetto: John V. Baines. Interpreti: Michael Redgrave (Maxwell Frere), Hartley Power (Sylvester Kee), Elizabeth Welch (Beulah), Magda Kun (Mitzi), Garry Marsh (Harry Parker).

Dead of night

en:Dark Passage (1947 film)