biografie di santi
Sant'Antonio Maria Gianelli
biografie di santi | nativi della liguria | provincia della spezia | santi italianiBiografia
Antonio Maria Gianelli nacque nella frazione di Cerreta (Cerreia in lingua ligure), oggi compresa nel comune di Carro in provincia della Spezia, da una famiglia povera contadina. Già partecipe alle funzioni della locale chiesa si iscrisse nel 1807, all'età di diciotto anni, al seminario di Genova.Sant'Eufebio
biografie di santi | personalità legate a napoliReliquie e Tradizioni
Sant'Aspreno
biografie di santiLeggenda
Santa Ninfa, vergine
biografie di santiVita
Le prime notizie riguardanti S.Ninfa risalgono ad un documento pontificio di papa Leone IV (847-855), che cita la chiesa della beata Ninfa Martire, nella città di Porto. Successivamente, nel 1113, le reliquie della santa furono collocate nelle chiese romane di San Trifone a Piazza Fiammetta, San Crisogono (1123) e nella cattedrale di Palestrina (1116), in provincia di Roma. Fino al 1593, la sua testa era venerata nella chiesa romana di Santa Maria in Monticelli, dove fu portata nel 1098, durante il pontificato di Urbano II (1088-99). Da manoscritti risalenti al XII secolo, Ninfa risulta essere figlia di Aureliano, prefetto di Palermo al tempo di Costantino, cioè agli inizi del IV secolo. Per la conversione di Ninfa al cristianesimo fu decisivo l'incontro e la frequentazione del vescovo di Palermo, Mamiliano. Il padre, Aureliano, cercò in tutti i modi di far recedere la figlia dalla nuova religione, fece persino arrestare Mamiliano con duecento altri cristiani e li sottopose a torture. Poiché ogni tentativo risultò vano, li fece rinchiudere in carcere, ma un angelo li liberò e li condusse in riva al mare, dove trovarono pronta una barca per prendere il largo. Si diressero verso nord e viaggiarono per mare fino all’isola del Giglio, dove rimasero qualche tempo in preghiera e solitudine. Il desiderio di visitare le tombe degli apostoli Pietro e Paolo li spinse a raggiungere Roma, dove Mamiliano morì subito dopo aver realizzato il suo desiderio e Ninfa lo fece seppellire vicino al mare, ad un miglio da una località denominata Bucina. Un anno dopo, esattamente il 10 novembre, dopo un lungo periodo di stenti, anche Ninfa morì per cause naturali e fu sepolta in una cripta, sempre a Bucina. Gli abitanti del luogo, in seguito all’afflizione provata durante un periodo di siccità, pregarono la santa di intercedere presso Dio affinché piovesse. Si verificò il tanto desiderato miracolo e i cristiani cominciarono a venerarla come una santa.San Petronace di Montecassino
benedettini | biografie | biografie di santi | santi italianiOriginario di Brescia, Petronace intraprese nel 717 un pellegrinaggio per visitare la tomba di San Benedetto da Norcia su esortazione di Papa Gregorio II. Dell'abbazia rimanevano solo rovine, ma un piccolo numero di eremiti vivevano ancora lì. Petronace, spinto da ardore religioso, rimase con loro, fu eletto superiore e si dedicò a riedificare e ripopolare il monastero facendo tornare da Roma i monaci cassinesi che vi erano rifugiati.
Maria di Belgorod
biografie di santi | santi russiBiografia
Le fonti agiografiche relative a Maria di Belgorod sono state da pochi anni raccolte nell'opera russa Molitvennizy zemli Russkoi, edita a San pietroburgo nel 2004.Nata a Biriuci, presso Belgorod, da una povera famiglia di origine cosacca, dopo essere rimasta vedova ancora in giovane età affidò i propri figli a dei vicini e si dedicò al bere e alla dissolutezza. Per procurarsi di che vivere aveva iniziato la professione di guaritrice. Nel 1795, scossa dal pentimento per la propria vita dissoluta, partì in pellegrinaggio per Kiev ove visitò il Pečerska Lavra rimanendo stupita dall'alacrità del lavoro dei monaci che, giorno dopo giorno, scavavano nuove grotte attravverso il monte Berestov. Al suo ritorno a Belgorod, avvenuto un anno dopo, Maria iniziò sola a scavare una grotta su un monte sito non lontano dalla città, attirando presto la curiosità degli abitanti del territorio circostante, alcuni dei quali giunsero ad aiutarla, spinti dal desiderio di purificazione attraverso la fatica. Iniziò allora la sua vita di "Stolta in Cristo", così come sono chiamati coloro i quali, seguendo la lettera evangelica (Prima lettera ai Corinti 1:18-24, 2:14, 3:18-19) vivevano di carità simulando pazzia, disprezzando il proprio corpo e credendo in tal modo di prendere parte alla Passione di Cristo.
Elena di Arzamas
biografie di santi | nobili russi | santi russiBiografia
Di origine nobile, decise in giovanissima età di prendere i voti monastici. Contrastata nel suo proposito dalla famiglia, che la voleva sposata aun ricco nobile del luogo, chiese sostegno al monaco Nazarij, uomo di fede ai tempi famoso per aver ricostruito il monastero di Valaam. Questi prima cercò di convincere i genitori di Elena a rispettare le scelte della figlia poi, fallito il suo compito, consigliò alla stessa la strada della "Stoltezza in Cristo", strada seguita da coloro i quali, seguendo la lettera evangelica (Prima lettera ai Corinti 1:18-24, 2:14, 3:18-19) vivevano di carità simulando pazzia, disprezzando il proprio corpo e credendo in tal modo di prendere parte alla Passione di Cristo. La raccolta di vite dei santi Molitvennizy zemli Russkoi narra come il giorno del matrimonio prima avesse manifestato davanti all'altare la propria contrarietà ad essere legata in nozze con un uomo quindi, durante il pranzo di nozze, fosse saltata fuori da una finestra iniziando a rotolarsi nel fango. Fuggito lo sposo la famiglia la rinchiuse in casa. Ogniqualvolta riusciva a scappare la giovane riversava la propria rabbia sulle bancarelle dei mercanti che incontrava per strada rovesciandole, tanto che, dopo quattro anni, i genitori la fecero rinchiudere nel manicomio di Novgorod e, successivamente, nel monastero di San Nicola della città di Arzamas. Qui Elena calmò le proprie intemperanze e si fece ben volere sia dalle altre monache che dai laici che visitavano il monastero, che riconoscevano in lei il dono della chiaroveggenza. Non cessò tuttavia la sua "Stoltezza": si dice infatti che non dormisse mai e che era solita, ogni qualvolta si cibava, mescolare tutto quello che gli era posto davanti in un pastone unico. Era solita portare spesso in mano un fazzoletto che svolgeva e avvolgeva in continuazione o un vaso di gerani. Morì il 28 marzo 1820.Marfa di Suzdal
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La fonte agiografica principale sulla vita della santa è contenuta in un'opera russa del tardo '800 intitolata Bezumiem mnimjm bezumie mira oblicvisce. Blazhennje starizy nascego vremeni. Nata intorno agli anni '20 del XVIII secolo da famiglia agiata, Marfa rimase orfana a soli 10 anni e fu costretta a vivere nelle famiglie dei suoi fratelli maggiori. La sua agiografia racconta che, a cusa della vita insostenibile a cui la sottoponevano mogli e figli dei suoi parenti ed essendo sfumate tutte le proposte di matrimonio che le avrebbero permesso di allontanarsi da quell'ambiente, decise a vent'anni di lasciare la casa dei fratelli e iniziò a guadagnarsi da vivere ricamando merletti. Presto , a causa della sua abilità, si fece una nomea tra le ricche famiglie del paese le quali le commisionavano un numero sempre crescente di lavori. Nonostante questo successo la santa non si arricchi perchè si dice fosse solita distribuire i propri averi ai poveri e agli orfani. Lavorava di notte, il giorno lo passava visitando i monasteri che si trovavano nei dintorni (senza tuttavia prendere mai i voti monacali) o pregando l'icona di San Eufrosinia presso la chiesa del monastero. La sua agiografia ci riferisce che d'improvviso decise di lasciare Suzdal per recarsi in pellegrinaggio nei luoghi di culto più famosi della Russia, tra cui il monastero di Solovki e quello di Pečerska, al termine del quale torno nella sua città natale per dedicarsi alla vita della "Stolta in Cristo", così com'erano chiamati coloro i quali simulando pazzia, vivendo in povertà e pregando incessantemente ritenevano di poter prendere parte alla Passione di Gesù. Vagava per le strade correndo, ridendo e gridando come una pazza, scalza e attorniata da una folla di bambini che non perdevano occasione per deriderla e farle dei dispetti. Presto si sparse la voce per la regione che a Suzdal era presente una santa guaritrice e chiaroveggente e molte madri, sapendo della disponibilità di Marfa, iniziarono a portarle i loro bambini malati affinché li guarisse tramite la preghiera. Entrava in chiesa solo durante l'inverno, preferendo d'estate seguire le funzioni all'aperto, attraverso una porta che le altre monache le lasciavano aperta. Un giorno, ormai anziana, venne trovata agonizzante sul sagrato e fu portata nella casa di una ricca nobildonna che la ospitava. Lì Marfa si riprese, restando tuttavia immobilizzata. Visse per altri sette anni aiutata dalle monache, che le curavano le piaghe da decubito e da Padre Ioann, sacerdote presso la chiesa di San Lazzaro, che le portava la comunione. Si spense il 10 agosto 1803.Eufrosinia la Stolta
biografie di santi | santi russiBiografia
La fonte agiografica principale sulla vita della santa è contenuta in un'opera russa del tardo XIX secolo intitolata Bezumiem mnimjm bezumie mira oblicvisce. Blazhennje starizy nascego vremeni. Nata tra il 1757 e il 1759 in una famiglia di nobili origini, trascorse l'infanzia e la prima giovinezza a stretto contatto con la corte zarista tanto che, dopo aver completato brillanetemente gli studi nell'Istituto Smolnj di San Pietroburgo, venne designata freilina (dama d'onore) di Caterina II di Russia. La sua agiografia racconta che dopo un periodo vissuto tra gli sfarzi della corte decise, in circostanze non chiare e insieme a due sue compagne, anch'esse dame di corte, di lasciare il palazzo reale per dedicarsi interamente alla vita monastica. Temendo il rifiuto della famiglia alla propria scelta simulò la propria morte insieme alle amiche. Mentre erano a Zarskoe Selo, residenza estiva dell'imperatore, lasciarono i propri vestiti sulla riva di un lago in modo da far credere a una disgrazia e si travestirono da semplici contadine, abbandonando indisturbate la vita di corte e i suoi fasti.San Pietro Crisci da Foligno
biografie | biografie di santiA trent'anni vendette quanto aveva ereditato dal padre, vendette addirittura se stesso come schiavo, donò il ricavato ai poveri e, liberato dal padrone, andò a vivere nel campanile della cattedrale di Foligno, dove pregava, digiunava e aiutava nella mansioni più umili. Vestiva di sacco con i piedi nudi e pregava fissando il sole, in cui riconosceva Cristo: l'Inquisizione si interessò del suo caso ma trovò la sua fede limpida e inspiegabile la capacità di guardare il sole senza subire danni alla vista.

