personaggi citati nella divina commedia (inferno)
Menalippo (personaggio)
personaggi citati nella divina commedia (inferno) | personaggi letterariEgli è uno dei difensori di Tebe che vengono attaccati dai cosiddetti Sette contro Tebe. Riesce a ferire a morte il re Tideo, ma a sua volte soccombe nella battaglia. Tideo allora, ricoverato nella sua tenda e in fin di vita, chiede che gli venga portata la testa di Menalippo per vendicarsi del suo uccisore: una volta impugnato il cranio egli si mise a morderlo furibondo.
Lanfranchi
famiglie di pisa | personaggi citati nella divina commedia (inferno)Nel medioevo appoggiò la Parte ghibellina e fu tra le famiglie che l'arcivescovo Ruggieri degli Ubaldini aizzò contro Ugolino della Gherardesca, facendolo catturare durante una sommossa popolare, prima di essere rinchiuso a morire di fame nella Torre della Muda con altri quattro suoi discendenti (1289).
Sismondi
famiglie di pisa | personaggi citati nella divina commedia (inferno)Nel medioevo appoggiò la Parte ghibellina e fu tra le famiglie che l'arcivescovo Ruggieri degli Ubaldini aizzò contro Ugolino della Gherardesca, facendolo catturare durante una sommossa popolare, prima di essere rinchiuso a morire di fame nella Torre della Muda con altri quattro suoi discendenti (1289).
Gualandi
famiglie di pisa | personaggi citati nella divina commedia (inferno)Nel medioevo appoggiò la Parte ghibellina e fu tra le famiglie che l'arcivescovo Ruggieri degli Ubaldini aizzò contro Ugolino della Gherardesca, facendolo catturare durante una sommossa popolare, prima di essere rinchiuso a morire di fame nella Torre della Muda con altri quattro suoi discendenti (1289).
Brigata della Gherardesca
personaggi citati nella divina commedia (inferno) | persone giustiziateNel celeberrino episodio narrato nell' Inferno di Dante Alighieri ( XXXIII, 1-78) egli vien presentato come uno dei quattro figli di Ugolino (in verità ve ne erano soltanto due, ed egli era figlio di suo figlio Guelfo) e Dante immagina che tutti siano fanciulli per accrescere il senso tragico della storia (mentre forse lo era solo Anselmuccio).
Uguccione della Gherardesca
personaggi citati nella divina commedia (inferno) | persone giustiziateNel celeberrino episodio narrato nell' Inferno di Dante Alighieri ( XXXIII, 1-78) egli vien presentato come uno dei quattro figli di Ugolino (in verità ve ne erano soltanto due) e Dante immagina che tutti siano fanciulli per accrescere il senso tragico della storia (mentre forse lo era solo Anselmuccio). Anche lui comunque, secondo alcuni studiosi, non doveva essere un uomo fatto e forse aveva sui 18 anni.
Gaddo della Gherardesca
personaggi citati nella divina commedia (inferno) | persone giustiziateNel celeberrino episodio narrato nell' Inferno di Dante Alighieri ( XXXIII, 1-78) egli vien presentato come uno dei quattro figli di Ugolino (in verità ve ne erano soltanto due) e Dante immagina che tutti siano fanciulli per accrescere il senso tragico della storia (mentre forse lo era solo Anselmuccio).
Anselmo della Gherardesca
personaggi citati nella divina commedia (inferno) | persone giustiziateNel celeberrino episodio narrato nell' Inferno di Dante Alighieri ( XXXIII, 1-78) egli vien presentato come figlio di Ugolino (mentre era figlio di suo figlio Lotto o secondo altri di Guelfo II), e, a digfferenza del testo dantesco, era l'unico vero adolescente (circa quindicenne) dei quattro discendenti di Ugolino puniti con lui. Dante immagina invece che tutti siano fanciulli per accrescere il senso tragico della storia.
Tolomeo di Gerico
personaggi biblici | personaggi citati nella divina commedia (inferno)Tolomeo di Gerico era governatore della città citato nel Libro dei Maccabei.
Egli uccise a tradimento Simone Maccabeo e i suoi figli dopo averli invitati ad un banchetto (Maccabei I, XVI 11-16).
Dante forse lo citò indirettamente nell' Inferno chiamando la zona del nono cerchio dei traditori, quella dei traditori degli ospiti, Tolomea.
Tebaldello Zambrasi
personaggi citati nella divina commedia (inferno)Appartenente ad una famiglia ghibellina, il 13 novembre del 1280 tradì la sua città spalancandone le porte di notte ai bolognesi della famiglia dei Geremei, pare per vendicarsi di un'offesa ricevuta dai ghibellini Lambertazzi, che si erano rifugiati proprio a Faenza dopo essere stati messi al bando nella propria città.

