violinisti
Rodolphe Kreutzer
violinistiFu iniziato agli studi musicali dal padre, che era maestro nella cappella reale e più avanti studiò con Anton Stamitz. Nel 1810 era già considerato uno dei più grandi virtuosi del violino dei suoi tempi. Beethoven, dopo averlo ascoltato a Vienna nel 1798, decise di dedicargli la sua Sonata per Violino e Pianoforte n. 9 (infatti nota come Sonata "A Kreutzer").
Pierre Baillot
biografie | compositori classici | compositori italiani | violinisti | violinisti classiciFanciullo prodigio, raccolse i primi successi a soli dieci anni, in Francia e in Italia. Il fiorentino Polidori gli diede i primi rudimenti culturali;studiò poi con Sainte Mariein e Roma in Italia fu allievo di Pietro Nardini. A 20 anni approdò a Parigi, dove conobbe Giovanni Battista Viotti. Fu per lui un avvenimento importante. Con Viotti si perfezionò, e poco dopo lo scritturò come I violino al Teatro Feydeu. Sempre a Parigi studiò con Luigi Cherubini composizione, nel 1795 fu nominato insegnante di Violino nel Conservatorio di Parigi. Con Napoleone lo troviamo solista alle Tuilerie, dal 1821 al 1825.Tenne con successo concerti in Russia e in Svizzera.
Pierre Rode
biografie | compositori classici | compositori italiani | violinisti | violinisti classiciIniziò lu studio del violino a Bourdeaux con Fauvel l'Ainé; nel 1787 si stabilì a Parigi, dove fu allievo di Giovanni Battista Viotti, che lo fece debuttare nel 1790 al Theatre de Monsieur. Da allora fu attivo come violinista nelle orchestre di vari teatri.
Michał Urbaniak
violinistiSuona pricipalmente il violino e il sassofono durante i concerti o nelle registrazioni in studio. Ha avuto un ruolo importante per la diffusione della musica jazz fusion negli anni 1970-80. Ha introdotto nel jazz elementi folk, R&B, hip hop e sinfonici.
Tibor Varga
direttori d'orchestra | violinisti | violinisti ungheresiTibor Varga (Györ, 4 luglio 1921 - Grimisuat, 4 settembre 2003) è stato un violinista, direttore d'orchestra e pedagogo di origine ungherese. Considerato come uno dei più grandi musicisti del XX secolo, viene oggi ricordato per le sue straordinarie interpretazioni di Bach, Mozart, Beethoven, Brahms, Nielsen, Tchaïkovsky, Bartók, Berg, Schönberg, etc., e per aver fondato il celebre Concorso Internazionale di violino che porta il suo nome.
Giacomo Costa
biografie | personalità legate a genova | violinistiGiacomo Costa, nacque a Genova negli anni Sessanta del XVIII secolo (la data di nascita è riferita in maniera diversa da tutti coloro che ne hanno scritto), fu violinista celebre al suo tempo e apprezzato.
Maestro di Niccolò Paganini e di Camillo Sivori, prima che questi, a sua volta, divenisse allievo di Paganini, Costa fu "primo violino delle funzioni ecclesiastiche in Genova" (Gervasoni). Paganini, nel marzo 1828, ricordò di aver preso "30 lezioni in sei mesi dal maestro Costa, primo violino nelle musiche da chiesa" (autobiografia di Paganini dettata a Pietro Lichtenthal). Prima di Giacomo Costa Niccolò Paganini era stato seguito negli studi violinistici da Giovanni Cervetto, musicista genovese di cui ben poco è noto. Secondo Oreste Bruni, autore di un "Racconto storico" (1822), fu Costa a favorire l'incontro tra Niccolò Paganini e Camillo Sivori, presso la Villetta del patrizio genovese Gian Carlo Di Negro. Si sa, peraltro, che le famiglie Sivori e Paganini si conoscevano direttamente. Nel carnevale del 1772 Costa era certamente a Genova, dove suonò in alcune opere giocose (documenti presso l'Archivio Storico di Genova). Nel 1778 e 1780 fu primo violino nella circostanza della rappresentazione di opere, presso il Teatro S. Agostino di Genova. Suonò anche a Chiavari, durante le feste della Madonna dell'Orto (1792). Di Giacomo Costa è nota anche l'attività di composizione di musica. Nel 1795 Paganini interpretò pubblicamente pagine di musica che Costa aveva composto espressamente per lui (l'uso di comporre musica per i propri allievi sarebbe stato ripreso poi dallo stesso Paganini, che dedicò alcune opere a Camillo Sivori). Allo stato attuale delle ricerche archivistiche non si conosce la data di morte di Giacomo Costa. Adele Pierrottet, biografa di Camillo Sivori, ne scrive soltanto: "credesi sia morto di cholera".

