Luigi Castoldi
Al termine degli studi in ingegneria i suoi interessi si svilupparono su due aree ben distinte. Da un lato il legame all’azienda agricola di famiglia e l’esperienza sui campi gli permisero di sviluppare l’idea di una macchina falciatrice a spinta che ottimizzasse la produzione di foraggio. Dall’altro la passione per la velocità (che condivise con il più anziano cugino Mario Castoldi, il famoso ingegnere aeronautico della Macchi) lo portano a realizzare un innovativo motoscafo che nel 1930, guidato dal fratello Achille Castodi, colse notevoli successi.
Per quanto riguarda la realizzazione della macchina falciatrice (motofalciatrice), nel 1942 ne avviò la produzione in serie fondando la BCS.
Non abbandonò però la passione per la propulsione nautica, perfezionando e avviando la produzione in serie di propulsori a idrogetto a marchio “Castoldi”.
Negli stessi anni con alcuni collaboratori mette a punto motosaldatrici e gruppi elettrogeni di nuova concezione, per la cui produzione costituisce nel 1963 la MOSA.
